Art Miles Project

Murales

Progetto per la pace

Scuola Media di Otricoli 2008-2009

Insegnante di Inglese

Giuliana Tiberi

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Questo progetto è stato realizzato su un cartellone nero lungo due metri dagli studenti della Terza media di Otricoli: Bujamin Aziri, Leonora Badzak, Jessica Berardinelli, Pietro Filipponi, Edoardo Franci, Jonathan Grifoni, Xhulio Mullai, Federica Pelosi, Azzurra Pistone, Federico Proietti, Mirko Salari, Christian Turco.

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Perché abbiamo scelto questo tema?

L’idea è nata con l’ascolto e la traduzione di due famose canzoni " Imagine" di John Lennon e " Blowin’ in the wind" di Bob Dylan.

Quando lavoravamo su questi testi mi sono resa conto che gli studenti non erano ben consapevoli dell’importanza della parola "pace" oggi e inoltre usavano la parola "guerra" solo al passato.

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La maggior parte di loro non aveva informazioni precise sulle guerre di oggi ed era disorientata quando l’insegnante faceva domande riguardo la guerra di Gaza, la guerra in Tibet, addirittura qualcuno non aveva mai sentito parlare della guerra in Congo, uno dei conflitti mondiali con il numero più elevato di morti dopo la seconda guerra mondiale.

Allora iniziammo a lavorare su questo progetto con l’aiuto dell’insegnante di artistica e fotografa Maria Annunziata Tenuzzo.

Abbiamo cominciato a ricercare sulla Rete il materiale riguardante le guerre passate e presenti. Poi abbiamo cercato siti sulla pace: immagini, articoli di giornale, canzoni, poesie, pittori e artisti vari che parlavano di pace. E’ stato selezionato il materiale raccolto focalizzando l’attenzione sulla guerra e sui costruttori di pace, poi abbiamo iniziato ad incollare i vari pezzi con il seguente criterio:

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Prima abbiamo lavorato sulla parte centrale del cartellone : "la zona di guerra " che invade tutto il mondo. Il globo è stato diviso in due metà : guerre del passato (Nazismo e Comunismo) , immagini in bianco e nero, e guerre di oggi, immagini a colori. Al centro la foto degli studenti con la scritta PACE in molte lingue. La zona di guerra è macchiata di sangue e ci sono impronte di mani insanguinate. In questo orrore i ragazzi hanno posato delle piccole pergamene di carta contenenti parole di pace "La Guerra che verrà",di Bertold Brecht, "Promemoria" di Gianni Rodari, "La guerra di Piero" di Fabrizio de André, "Soldati", "Non gridate più" e "Fratelli" di G. Ungaretti.

A sinistra e a destra della parte centrale del cartellone, abbiamo attaccato le "Ali del Mondo" e qui collocato alcuni tra i Costruttori di pace più e meno famosi. Nel fare la ricerca su Internet è stato molto difficile selezionare i costruttori di pace poiché , per problemi di spazio ,potevamo includerne solo alcuni come Madre Teresa, Falcone e Borsellino, Reagan e Gorbaciov (l’incontro per il disarmo), lo scultore Sciola e i semi della pace, Ernesto Balducci e le città della pace, Aldo Capitini , Aung Saa Suu Chi etc, Roberto Saviano, Anna Politkovskaja etc.

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Con questo lavoro ci auguriamo che qualcuno abbia voglia di ingrandire la lista e far crescere sempre più le ali del mondo.

 

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insegnante

Giuliana Tiberi

 

 

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I ragazzi e le ragazze al lavoro........

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personaggi famosi per il loro impegno per la pace

 

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Alcuni testi dedicati alla pace

 

 

Parole di Pace

La guerra che verrà

Non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori

Bertold Brecht

 

Testi contenuti nelle piccole pergamene del Progetto per la pace –Written in the small rolls of papers Lyrics

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Promemoria

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra

Gianni Rodari 1920 1980

Soldati

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

Giuseppe Ungaretti (1888-1970)

Non gridate più

Cessate d’uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.

Hanno l’impercettibile sussurro,
Non fanno più rumore
Del crescere dell’erba,
Lieta dove non passa l’uomo.

Giuseppe Ungaretti (1888-1970)

Fratelli

Mariano il 15 luglio 1916

Di che reggimento siete

fratelli?

Parola tremante

nella notte

Foglia appena nata

Nell'aria spasimante

involontaria rivolta

dell'uomo presente alla sua

fragilità

Fratelli

Giuseppe Ungaretti (1888-1970)

La guerra di Piero

Dormi sepolto in un campo di grano, non e' la rosa, non e' il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi.

"Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati, non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente".

Così dicevi ed era d'Inverno e come gli altri, verso l'inferno te ne vai triste come chi deve ed il vento ti sputa in faccia la neve.

Fermati Piero, fermati adesso, lascia che il vento ti passi un po' addosso, dei morti in battaglia ti porti la voce, chi diede la vita ebbe in cambio una croce.

Ma tu non lo udisti ed il tempo passava con le stagioni a passo di giava ed arrivasti a varcar la frontiera in un bel giorno di Primavera.

E mentre marciavi con l'anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore.

Sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora, fino a che tu non lo vedrai esangue cadere in terra a coprire il suo sangue.

"E se gli sparo in fronte o nel cuore soltanto il tempo avrà per morire, ma il tempo a me resterà per vedere, vedere gli occhi d'un uomo che muore".

E mentre gli usi questa premura quello si volta, ti vede, ha paura ed imbracciata l'artiglieria non ti ricambia la cortesia.

Cadesti a terra, senza un lamento e ti accorgesti in un solo momento che il tempo non ti sarebbe bastato a chieder perdono per ogni peccato.

Cadesti a terra, senza un lamento e ti accorgesti in un solo momento che la tua vita finiva quel giorno e non ci sarebbe stato ritorno.

"Ninetta mia, crepare di Maggio ci vuole tanto, troppo coraggio.
Ninetta bella diritto all'Inferno avrei preferito andarci in Inverno".

E mentre il grano ti stava a sentire dentro le mani stringevi il fucile, dentro la bocca stringevi parole troppo gelate per sciogliersi al sole.

Dormi sepolto in un campo di grano, non e' la rosa, non e' il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi.

 

Fabrizio De Andrè
Album: Tutto Fabrizio De Andrè
Anno: 1966

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John Lennon

Imagine

Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno

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" Blowin’ in the wind"

di Bob Dylan.

Quante strade deve percorrere un uomo
prima che tu possa chiamarlo uomo?
E quanti mari deve navigare una bianca colomba
prima di dormire sulla sabbia?
E quante volte devono volare le palle di cannone
prima di essere proibite per sempre?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
E quanti anni può esistere una montagna
prima di essere erosa dal mare?
E quanti anni possono gli uomini esistere
prima di essere lasciati liberi?
E quante volte può un uomo volgere lo sguardo
e fingere di non vedere?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.
E quante volte deve un uomo guardare in alto
prima di poter vedere il cielo?
E quanti orecchi deve avere un uomo
prima di poter sentire gli altri che piangono?
E quante morti ci vorranno prima che lui sappia
che troppi sono morti?
La risposta, amico mio, soffia nel vento,
la risposta soffia nel vento.

 

progetto base 

 

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